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DPE e riscaldamento elettrico: come migliorare la classe energetica della tua casa nel 2026?

Radiateur électrique à inertie mural dans un salon moderne et chaleureux, illustrant le confort thermique et l’amélioration du DPE en 2026.

Dal 1º gennaio 2026, il calcolo della diagnosi del rendimento energetico tiene meglio conto del riscaldamento elettrico. Il coefficiente di conversione dell’elettricità è passato da 2,3 a 1,9, il che può migliorare la classe energetica di alcuni alloggi senza lavori aggiuntivi. Tuttavia, un punteggio migliore non significa necessariamente una bolletta più bassa: l’isolamento, la regolazione del riscaldamento e le abitudini d’uso restano determinanti per limitare i consumi effettivi.

Diagnosi energetica e riscaldamento elettrico: cosa è cambiato dal 1º gennaio 2026

Dal 1º gennaio 2026, l’elettricità è considerata meglio nel calcolo della diagnosi energetica. Il coefficiente di conversione dell’energia finale in energia primaria è passato da 2,3 a 1,9. Questo nuovo calcolo riguarda in particolare gli alloggi dotati di riscaldamento elettrico.

Per comprendere questo cambiamento, occorre distinguere due concetti. L’energia finale corrisponde all’elettricità consumata dall’alloggio e misurata dal contatore. L’energia primaria tiene conto anche dell’energia necessaria a monte per produrre e trasportare l’elettricità. La diagnosi energetica utilizza questo secondo valore per valutare una parte del consumo energetico convenzionale dell’alloggio.

Con un coefficiente più basso, a parità di consumo finale, il consumo elettrico convertito in energia primaria è inferiore rispetto al passato. La riforma può quindi migliorare la classe energetica di alcuni alloggi, senza lavori aggiuntivi.

È prevista un’ulteriore evoluzione dal 1º gennaio 2027: il coefficiente di conversione dell’elettricità dovrebbe passare da 1,9 a 1,7. Questa modifica potrebbe migliorare la classe energetica di alcuni alloggi riscaldati con l’elettricità, senza lavori aggiuntivi. I proprietari potranno verificare se il proprio alloggio è interessato tramite un’attestazione aggiornata disponibile sull’Osservatorio DPE-Audit dell’ADEME, secondo le modalità ufficiali applicabili.

Attenzione però: questa revisione del calcolo non riduce, di per sé, i kilowattora consumati né l’importo della bolletta. Modifica il metodo di calcolo della diagnosi energetica, non la quantità di elettricità utilizzata dagli apparecchi dell’abitazione.

È necessario rifare la diagnosi energetica dopo la riforma del 2026?

Un DPE effettuato prima del 2026 resta valido per tutta la sua durata. Se l’alloggio è riscaldato a elettricità, il proprietario può tuttavia ottenere gratuitamente un’attestazione aggiornata quando il nuovo calcolo consente di migliorare la classe energetica. In tal caso non è necessaria una nuova visita del tecnico incaricato della diagnosi.

  1. Accedi al servizio ufficiale dell’Osservatorio DPE-Audit dell’ADEME.
  2. Cerca la diagnosi tramite il suo numero, indicato in alto a destra nel rapporto DPE.
  3. Verifica se è disponibile un’attestazione aggiornata per il tuo alloggio.
  4. Scarica l’attestazione quando è disponibile e allegala al DPE iniziale per comprovare la classe aggiornata.

Le diagnosi effettuate a partire dal 1º gennaio 2026 integrano direttamente il nuovo coefficiente. Per gli alloggi che dispongono di un DPE più datato, l’aggiornamento consente di conoscere la loro classe in base a questa modifica prima di valutare eventuali lavori.

Perché il riscaldamento elettrico incide sul DPE?

Il DPE valuta la prestazione energetica e climatica di un alloggio sulla base di un consumo convenzionale. Tiene conto, in particolare, del riscaldamento, della produzione di acqua calda sanitaria, del raffrescamento, dell’illuminazione e dei sistemi ausiliari. Il riscaldamento rappresenta spesso una quota importante del fabbisogno energetico, soprattutto negli alloggi poco isolati.

Il DPE tiene conto di due criteri: il consumo di energia primaria dell’alloggio e le sue emissioni di gas a effetto serra. La classe energetica finale corrisponde alla peggiore delle due etichette ottenute. La riforma del 2026 può migliorare la classe di alcuni alloggi riscaldati a elettricità, senza che ciò comporti necessariamente una riduzione dei loro consumi effettivi.

Il calcolo tiene conto anche delle regole specifiche applicabili ad alcune categorie di alloggi, in particolare a quelli di piccole dimensioni. Per conoscere le soglie e le modalità di classificazione applicabili al tuo immobile, consulta le informazioni ufficiali sulla diagnosi della prestazione energetica.

Il risultato, quindi, non dipende soltanto dal tipo di radiatore installato. L’isolamento, la ventilazione, le caratteristiche dell’edificio e i sistemi di riscaldamento e di produzione dell’acqua calda contribuiscono anch’essi alla prestazione complessiva.

Alloggio riscaldato a elettricità: è ancora possibile affittarlo?

Nella Francia metropolitana, i divieti di affitto legati alla prestazione energetica si applicano progressivamente agli alloggi con i consumi energetici più elevati. La riforma del DPE del 2026 può modificare la classe di alcuni alloggi riscaldati a elettricità: prima di intraprendere lavori o prendere una decisione relativa a un affitto, è quindi utile verificare se è disponibile un’attestazione aggiornata.

Classe DPE Situazione per l’affitto Scadenza
G Locazione vietata per i contratti di locazione interessati, compresi rinnovi e proroghe tacite Dal 1° gennaio 2025
F Divieto previsto per i contratti di locazione interessati 1° gennaio 2028
E Divieto previsto per i contratti di locazione interessati 1° gennaio 2034

Queste scadenze riguardano le abitazioni soggette alle norme di decenza energetica nella Francia metropolitana. La situazione va verificata sulla base dei testi ufficiali, soprattutto in caso di particolarità del contratto di locazione o dell’abitazione.

Per conoscere gli obblighi applicabili al vostro immobile, consultate la pagina di Service-Public.fr. In caso di classe F o G, aggiornare la classe energetica DPE dopo la riforma è una prima verifica utile prima di definire un programma di ristrutturazione.

Scegliere bene i radiatori elettrici per controllare i consumi

Un radiatore adatto alla stanza e regolato correttamente può migliorare il comfort quotidiano. Tuttavia, sostituirlo non è necessariamente sufficiente per migliorare la classe energetica DPE: anche l’isolamento, le dispersioni termiche e gli altri impianti dell’abitazione rientrano nel calcolo.

I radiatori a inerzia secca

I radiatori elettrici a inerzia secca accumulano il calore in un materiale solido e poi lo rilasciano gradualmente. Questa diffusione permette di limitare le variazioni di temperatura e di godere di un comfort termico più costante.

Abbinata a un termostato adeguato e a una programmazione coerente, questa tecnologia permette di regolare meglio il riscaldamento in base alle esigenze effettive. Il calore continua a diffondersi dopo lo spegnimento della resistenza, ma questo non significa che il radiatore produca calore senza consumare energia.

I radiatori a doppio elemento riscaldante

I radiatori a doppio elemento riscaldante combinano generalmente una funzione reattiva, che accelera il riscaldamento, con un nucleo a inerzia che contribuisce a stabilizzare il calore. Questa combinazione è utile quando la stanza deve riscaldarsi rapidamente e poi mantenere una temperatura più stabile.

Il risparmio energetico dipende tuttavia dal dimensionamento, dalla regolazione della temperatura e dalle abitudini di utilizzo. Prima di sostituire un apparecchio, è utile verificare l’isolamento e la potenza necessaria per ogni stanza. Un radiatore efficiente in un’abitazione mal isolata non può compensare da solo le dispersioni termiche.

Programmare e regolare il riscaldamento per consumare meno

Una programmazione adeguata permette di limitare il riscaldamento non necessario, mantenendo al contempo una temperatura confortevole durante i periodi di occupazione. Incide sui consumi effettivi e sulla bolletta elettrica, anche se la classe energetica DPE si basa su un calcolo convenzionale.

L’ADEME raccomanda generalmente i seguenti valori di riferimento:

  • Circa 19 °C negli ambienti abitati.
  • Tra 16 e 17 °C nelle camere da letto, in base alle esigenze e al comfort di chi le occupa.
  • Una temperatura ridotta durante le assenze, con una programmazione adeguata alla loro durata.

Una riduzione di 1 °C della temperatura impostata può comportare un risparmio di circa il 7% sul riscaldamento, a seconda delle condizioni di utilizzo. Questo valore va considerato alla luce delle raccomandazioni dell’ADEME sul riscaldamento economico.

Le funzioni di regolazione disponibili su alcuni radiatori Bestherm possono facilitare questa gestione:

  • Programmazione settimanale: adeguamento dei periodi di riscaldamento agli orari abituali.
  • Rilevamento di finestra aperta: riduzione o interruzione temporanea del riscaldamento quando viene rilevata un’apertura, in base al modello.
  • Sensore di presenza: sui modelli compatibili, in particolare STELLINA e DIANE, la temperatura si adatta alla presenza di persone nella stanza. Scopri anche i nostri radiatori con sensore di presenza.
  • Controllo connesso: possibilità di controllare i radiatori dallo smartphone grazie ai radiatori elettrici connessi, in base alle funzionalità del modello.

Queste funzioni non producono tutte gli stessi effetti e dipendono dal modello installato. Il loro vantaggio è limitare i periodi di riscaldamento non necessari ed evitare di mantenere una temperatura elevata in una stanza vuota.

La gestione stanza per stanza completa questo approccio. Un soggiorno utilizzato tutto il giorno, una camera occupata la sera e uno studio utilizzato occasionalmente non hanno necessariamente bisogno delle stesse impostazioni. Una programmazione personalizzata permette di adattare il riscaldamento a ogni utilizzo, invece di applicare la stessa temperatura in tutta l’abitazione.

Da ricordare: per un’abitazione riscaldata con l’elettricità, verificare l’APE dopo la riforma del 2026 è un primo passo utile. Permette di conoscere la classe aggiornata prima di definire gli eventuali lavori da effettuare.

La temperatura impostata e le abitudini di riscaldamento svolgono un ruolo importante nei consumi quotidiani. Per saperne di più, scopri i nostri consigli per realizzare risparmi energetici in casa.

Isolamento: la priorità prima di cambiare il riscaldamento

L’isolamento riduce le dispersioni di calore e il fabbisogno energetico dell’abitazione. Quando le pareti, il tetto, le finestre o i pavimenti disperdono una quantità significativa di calore, il riscaldamento deve funzionare più a lungo per mantenere la temperatura desiderata.

A seconda dello stato dell’edificio, le priorità possono includere:

  • l’isolamento della soffitta e del tetto;
  • il miglioramento dell’isolamento delle pareti e dei pavimenti;
  • la sostituzione o il miglioramento delle finestre meno efficienti;
  • il trattamento delle infiltrazioni d’aria e dei ponti termici, mantenendo al contempo una ventilazione adeguata.

Gli interventi da privilegiare variano a seconda delle condizioni dell’alloggio. Un tetto poco isolato, pareti fredde o infiltrazioni d’aria possono causare notevoli dispersioni di calore. Intervenire prima su questi aspetti riduce il fabbisogno di riscaldamento e aiuta poi a scegliere la potenza del radiatore adatta a ogni ambiente.

Le indicazioni dettagliate per dimensionare la potenza dei radiatori aiutano a preparare meglio la scelta degli impianti.

FAQ: DPE e riscaldamento elettrico

Il riscaldamento elettrico è ancora penalizzante per il DPE nel 2026?

Dal 1° gennaio 2026, il riscaldamento elettrico è meno penalizzato, con il coefficiente di conversione ridotto da 2,3 a 1,9. È prevista un’ulteriore modifica dal 1° gennaio 2027, con un coefficiente ridotto a 1,7. Questi cambiamenti possono migliorare l’etichetta DPE di alcuni alloggi senza ulteriori lavori, ma non garantiscono una classe migliore per tutti gli immobili né una riduzione della bolletta elettrica.

Il mio DPE viene aggiornato automaticamente dopo la riforma?

I DPE effettuati dal 1° gennaio 2026 integrano automaticamente il nuovo coefficiente. Le diagnosi precedenti restano valide e, quando la classificazione migliora, è possibile ottenere un’attestazione aggiornata gratuita tramite l’Osservatorio DPE-Audit dell’ADEME, senza una nuova visita.

Sostituire i radiatori permette di guadagnare una classe DPE?

La sostituzione dei radiatori non garantisce un miglioramento della classe. La classificazione dipende in particolare dal consumo convenzionale, dalle emissioni, dall’isolamento e dalle caratteristiche degli impianti. Radiatori correttamente dimensionati e regolati possono tuttavia contribuire a controllare meglio i consumi effettivi.

È ancora possibile affittare un alloggio classificato F riscaldato a elettricità?

Nella Francia metropolitana, gli alloggi classificati F restano soggetti al divieto di locazione previsto dal 1° gennaio 2028 per i contratti interessati. La riforma del 2026 può modificare la classificazione di alcuni alloggi elettrici: è quindi utile verificare l’attestazione aggiornata e le norme applicabili sul sito di Service-Public.fr.

Quale temperatura impostare per consumare meno?

L’ADEME consiglia generalmente 19 °C negli ambienti giorno e 16-17 °C nelle camere da letto. Abbassare la temperatura di un grado può ridurre i consumi per il riscaldamento di circa il 7%, a seconda delle condizioni dell’abitazione e del suo utilizzo.

Aggiornato il 21/10/2026

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